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Editoriale

La Pro Recco si sveglia tardi e non riesce a completare la rimonta. Il Ferencvaros passa 16-14

  Pubblicato il 21 Apr 2126  22:07
 
Quando si affrontano le due squadre più forti d’Europa lo spettacolo, nella quasi totalità dei casi, è garantito. Nell’incontro valevole per la quarta giornata del girone B del Quarter Final Stage di Champions League il Ferencvaros, nonostante le assenze di Mandic, Vigvari e Vargas, supera la Pro Recco alla Sciorba 16-14 resistendo alla prepotente rimonta dei padroni di casa. Sconfitta indolore per la truppa di Sukno che con sei punti nelle prossime due partite blinderebbe comunque la qualificazione alla Final Four da prima del girone.
 
I padroni di casa partono bene con la stilettata mancina di Pavillard che apre le ostilità. I magiari però fanno subito capire che, nonostante le assenze, hanno tutta l’intenzione di vendere cara la pelle e trascinati da un monumentale Manhercz chiudono il primo parziale sul 6-4. I padroni di casa accusano il colpo, prestano il fianco alle avanzate rivali e subiscono il 4-0 che li spedisce all’intervallo lungo sul 4-10.
 
Sandro Sukno, letteralmente furibondo, scuote la squadra e prova a dare un segnale concreto con il cambio di portiere. La ripresa si apre con la bella deviazione volante dello slovacco Durik per il 10-5, pochi secondi dopo Condemi ruba palla a Vamos, s’invola e innesca la micidiale ripartenza finalizzata da Cannella per il -4. Il numero quattro, innescato dal rilancio di Negri, vola via e fredda Vogel in uno contro zero per il 10-7. Vamos sblocca i suoi con la rasoiata all’angolo lungo dalla distanza. Di Fulvio si sblocca con la conclusione dell’8-11, ma il bolide di Fekete, su passaggio sciagurato di Iocchi Gratta, vale il 12-8 prima che Jansik riporti i suoi a +5. Cannella, in doppia superiorità, scarica il proiettile del 9-13 e Di Fulvio, a fil di sirena, infila la lunga diagonale del 13-10.
 
Cannella fredda Vogel sul palo corto per il 13-11 dopo due superiorità fallite, i magiari però sono duri a morire e trovano la lunga diagonale vincente del 14-11 con Fekete. Il capitano biancoceleste si guadagna fallo e, in alzo e tiro, griffa il 14-12 e, dopo l’ennesimo acuto del numero sette ospite, infila il pallone del 15-13. Lo scatenato capitano insacca all’angolino il rigore del -1 a quarantacinque secondi dal termine, ma i padroni di casa, con sette giocatori di movimento in acqua, non riescono a finalizzare l’ultimo attacco, devono alzare bandiera bianca e incassano il -2 firmato da Fekete, autore di una cinquina, a porta vuota.
 
Credit: Gian Cavassa