Il bilancio del Mondiale Under 18: trionfa la Croazia, Italia a rilento nella costruzione del giocatore
Pubblicato il 07 Lug 2126 14:53
Il Mondiale juniores disputato a Rio Maior in Portogallo è stato vinto dalla Croazia in finale contro gli Stati Uniti. L'Italia ha chiuso la sua competizione in ottava posizione, risultato sancito dalla sconfitta contro l'Ungheria nella finale per il settimo e ottavo posto.
Appare evidente come rispetto alla rassegna iridata Under 16 di Malta 2024 che la stessa squadra aveva concluso con una splendida medaglia d'argento, il passo indietro sia netto. Il bilancio dei risultati appare eloquente con le uniche due vittorie colte contro la Cina nell'ultima partita del girone eliminatorio e con il Canada nel crossover.
Al di là del risultato che non è assolutamente consono a livello di una potenza internazionale come l'Italia, ciò che spicca maggiormente è un dato.
Nell'età in cui iniziano ad uscire fuori in maniera prepotente le individualità fisiche e tecniche dei diversi giocatori, la squadra azzurra sembra decisamente indietro rispetto alle contendenti.
Deve far riflettere il fatto che la generazione 2008 sia quella su cui sono stati effettuati i maggiori investimenti in termini di raduni organizzati e di lavoro compiuto su una squadra che doveva rappresentare, anche a discapito di altre generazioni, la base su cui costruire il futuro del movimento.
La Croazia può vantare due giocatori mancini che hanno già un tiro in grado di fare la differenza, la formazione statunitense annovera nel suo roster due centri che sono già incontenibili e promettono decisamente bene per il futuro. La Spagna, come sempre, si conferma come una nazione in grado di curare la crescita dei vivai e di costruire squadre capaci di garantire un futuro vincente.