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Editoriale

Di Mario: "Altri paesi lavorano con una programmazione più lunga e obiettivi condivisi tra Nazionale e giovanili"

  Pubblicato il 10 Set 2126  07:12
In un frangente storico nel quale le difficoltà sembrano crescere esponenzialmente giorno dopo giorno, la pallanuoto femminile pare accusare ulteriormente le criticità che da anni la attanagliano. La difficoltà nell’attirare nuove iscritte, il drastico calo delle partecipanti e le difficoltà di un settore giovanile che non conquista una medaglia in un grande evento internazionale dal 2019 rappresentano temi nodali su cui tutto il sistema deve interrogarsi per poter varare un modello Italia vincente e che sia in grado di offrire le risorse più appropriate al percorso del Setterosa.

Tania Di Mario, presidente dell’Ekipé Orizzonte, fotografa il delicato momento della pallanuoto femminile, rimarca l’importanza di costruire un cammino di crescita continuo e omogeneo in cui avere il coraggio necessario a valorizzare le giocatrici giovani. Una soluzione possibile, in ottica reclutamento, potrebbe essere quella di coinvolgere chi ha amato e vissuto questo sport per aiutare le nuove generazioni a crescere ad imparare... e a divertirsi. La pallanuoto deve lavorare per crescere, così da creare le condizioni ideali perché il Setterosa possa tornare competitivo.

Come l’ultima campagna acquisti può modificare i rapporti di forza in un torneo nel quale la lotta per il vertice sembra riservata solo alle prime quattro?
Credo che l’ultima campagna acquisti non possa cambiare molto gli equilibri. Purtroppo, le giocatrici importanti in questo momento scelgono altri campionati e dovremmo interrogarci su questo. 
Le prime quattro partono certamente con qualcosa in più, ma con  una stagione lunga non conta soltanto avere le giocatrici più forti, ma anche costruire un gruppo capace di trovare continuità e gestire gli imprevisti e gli stop durante  tutto l’anno.
Per primi dobbiamo credere di investire nelle italiane e permettere a degli innesti di alzare il livello e non di prendersi tutte le responsabilità.
 
Perché la pallanuoto ha perso progressivamente fascino e diventa sempre più difficile avvicinare le ragazze a questo sport?
È una domanda che dobbiamo porci tutti. La pallanuoto oggi paga probabilmente una minore visibilità rispetto ad altri sport e una comunicazione che non sempre riesce a raccontare quanto sia spettacolare e formativa. Esiste anche un problema di base: per una ragazza avvicinarsi alla pallanuoto significa affrontare un percorso impegnativo, mentre oggi esistono tante alternative anche non sportive  più immediate.
Dobbiamo quindi lavorare molto di più sul settore giovanile, sull’accoglienza e soprattutto sulla capacità di far innamorare le bambine di questo sport, ma anche capire come farle sentire gratificate  Non possiamo pensare che basti portarle in piscina: dobbiamo creare un ambiente nel quale abbiano voglia di restare, divertirsi e sentirsi parte di una squadra.
Sono generazioni distratte, spesso perdiamo talenti e occasioni per un'organizzazione carente, quello che un tempo era scontato ora non lo è più, e non è meglio o peggio è solo diverso. Servono comprensione e voglia di coinvolgere ed inspirare.
 
Come possiamo valutare il percorso formativo intrapreso dalle giovani azzurre nelle diverse rappresentative di categoria e quali sono le principali differenze con le altre nazioni?
Il talento in Italia forse ora un po'  manca, ma non è  questo Il problema...il problema  è riuscire a creare un percorso di crescita continuo e omogeneo. Cercando di allargare il più possibile il reclutamento, la preparazione  la professionalità di chi prepara e di chi gestisce. Dobbiamo avere maggiore coraggio nel valorizzare le giovani, dando loro responsabilità e possibilità di confrontarsi presto con livelli elevati.
Rispetto ad alcune nazioni credo che ci manchino soprattutto la continuità del progetto e l'omogeneità. In altri Paesi si lavora con una programmazione molto lunga, condividendo metodologie e obiettivi tra settore giovanile e nazionale maggiore, innanzitutto stessa  considerazione e  stesso livello di preparazione . Potremmo avere ottime individualità e allenatori capaci  se messi nelle condizioni di partecipare al movimento, l'esperienza,  i risultati, le capacità oggettive devono essere i criteri di scelta ma soprattutto  riuscire a costruire un sistema ancora più coordinato.
Le nazionali giovanili devono formare le giocatrici, ma quanto pesano per una nazione come l’Italia sette anni senza medaglie giovanili?
Pesano, perché sette anni sono tanti e non possono essere considerati un semplice episodio. Non significa però che il futuro sia compromesso. Significa che dobbiamo interrogarci sul percorso che stiamo proponendo alle nostre ragazze, agli esempi che gli proponiamo  e  al futuro che prospettiamo
Una medaglia giovanile non deve diventare l’unico parametro per giudicare un'atleta o un movimento, perché l'obiettivo principale resta formare giocatrici e persone per il futuro. Però quando per tanti anni non arrivano risultati internazionali, è un segnale che va analizzato. Dobbiamo capire dove perdiamo competitività rispetto alle altre nazioni e intervenire senza paura di cambiare ciò che non funziona.
Nella mia ultima esperienza da Delegato per World Aquatics ho visto molte mie compagne ex giocatrici che seguono i settori giovanili in altre squadre, non solo allenatrici, ma dirigenti preparatori.... ne sono stata entusiasta.
Chi meglio di chi ha amato e vissuto questo sport può aiutare le nuove generazioni a crescere ad imparare... e a divertirsi?!
 
Quali sono i passi che servono al Setterosa per accelerare un processo di crescita fin qui solo intravisto in un anno che metterà in palio i primi pass per Los Angeles?
Il Setterosa deve prima di tutto ritrovare continuità. Il potenziale c'è e nell'ultimo periodo si sono intravisti segnali importanti, ma adesso bisogna trasformarli in certezze.Servono un gruppo sempre più consapevole, una maggiore responsabilizzazione delle giocatrici e la capacità di arrivare agli appuntamenti importanti con una mentalità vincente, forse da costruire con costanza e perseveranza.
Paradossalmente, l'evoluzione di una pallanuoto meno fisica ci aiuta a trovare un nuovo modo per eccellere ... un modo ITALIA e credo possa esserci, una filosofia che ci contraddistingua.
La qualificazione olimpica sarà un passaggio fondamentale e non possiamo arrivarci pensando soltanto a partecipare: dobbiamo costruire una squadra che abbia l'ambizione di tornare stabilmente ai massimi livelli. E credo che questo debba essere l'obiettivo di tutto il movimento: non aspettare che il Setterosa torni competitivo per far crescere la pallanuoto, ma far crescere la pallanuoto per mettere il Setterosa nelle condizioni di tornare competitivo.
 
Credit:Mfsport.net