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Yellow Ball

Giusi Malato testimonial del torneo femminile Yellow Ball 2017. Poi svela: "Torno a giocare"

  Pubblicato il 14 Feb 2117  07:05
Sarà Giusi Malato, campionessa ed icona della pallanuoto mondiale, la testimonial della terza edizione dello Yellow Ball Waterpolo International Event relativamente al torneo femminile Under 15. Malato, che in campo nazionale ed internazionale ha vinto tutto, è considerata tra le più forti giocatrici della storia della pallanuoto rosa. Per lei in carriera, tra i più importanti successi, un oro olimpico (Atene 2004), due ori mondiali (Perth 1998 e Fukuoka 2001) e ben quattro ori europei (Vienna 1995, Siviglia 1997, Prato 1999, Lubiana 2003). Con la calottina dell'Orizzonte Catania, invece, ha conquistato ben 14 scudetti consecutivi e 6 Coppe dei Campioni.

"Sono orgogliosa di essere la testimonial femminile di questo evento - spiega Giusi Malato - E' un segno che dopo tanti anni la gente e gli addetti ai lavori si ricordano di me, per quanto ho dato a questo sport combattendo in vasca ed ottenendo risultati. Essere, poi, testimonial del torneo 'rosa' dello Yellow Ball è motivo di vanto ulteriore. Tengo davvero a ringraziare la Waterpolo People di Franco Porzio per aver dato nuovamente spazio al settore femminile che, in Italia ed in generale nel mondo, è bistrattato e poco considerato sia a livello giovanile che assoluto". 
 
Un doppio ruolo quello di Giusi nella terza edizione dello Yellow Ball: la centroboa classe '71 parteciperà sia come testimonial che come allenatrice della sua Torre del Grifo. "Per me è la seconda partecipazione consecutiva come tecnico. Già lo scorso anno abbiamo preso parte alla manifestazione e è stata davvero bellissima, con un'organizzazione impeccabile. Ecco perchè abbiamo deciso di tornarci anche quest'anno. I ragazzi sono cresciuti tantissimo durante la settimana dello Yellow Ball; questo torneo è molto utile, secondo me, a tutte le formazioni giovanili visto anche il buon livello tecnico con cui è strutturato. Ricordo che, quando ero bambina, restavo giornate intere in piscina a guardare partite di pallanuoto, dalla serie C alla serie A1. Vivere un'intera settimana all'insegna della pallanuoto aiuterà i nostri atleti a maturare".
 
E poi lo scorso anno ti abbiamo visto anche in vasca, impegnata nella simpatica sfida, che si ripeterà anche quest'anno, dello YEBA COACH, il format targato Yellow Ball che vede affrontarsi in una goliardica partita di pallanuoto tutti i tecnici ed i dirigenti delle squadre iscritte. "E' stata un'idea fantastica. Vi svelo un segreto: quella partita mi ha fatto scattare la molla di tornare a giocare. Quest'anno, infatti, tornerò ad indossare la calottina difendendo i colori della mia Torre del Grifo nel campionato di Serie B femminile. Al mio fianco tante altre giocatrici esperte come Moira Vaccalluzzo, Murè, Iuppa, Robertina Scuderi. Il progetto della Serie B nasce dal fatto che vogliamo supportare la crescita delle nostre ragazze Under 15. Attualmente il campionato regionale under 15 femminile è molto scarno per cui abbiamo deciso di allestire una squadra in Serie B che sia composta in gran parte proprio dalle ragazze del vivaio. La scelta di entrare in acqua è perchè non vogliamo mandare allo sbaraglio queste giovani giocatrici ma vogliamo affiancarle nel loro percorso di crescita umana e sportiva".
 
Ultima domanda. E' da qualche anno che non sei direttamente impegnata nel massimo campionato di pallanuoto, la Serie A1 femminile. Come è cambiato in questo periodo il campionato ed, in generale, la pallanuoto femminile? "Chi governa questo sport pensa che rendere la pallanuoto più veloce dia maggiore possibilità di attirare grandi sponsor. Personalmente non la vedo così. Serve ben altro per rendere appetibile il prodotto pallanuoto, ad esempio una migliore organizzazione nella gestione dell'evento, nel marketing, nella comunicazione. Ritengo che il tiro da 5 metri abbia ucciso il nostro sport. Storicamente la pallanuoto si gioca schierati, con un attacco profondo, giocando sul centro. Mi piacevano molto i 35 secondi che permettevano alle squadre di imbastire un attacco molto più tattico, giocando l'azione fino alla fine. Questa pallanuoto molto fisica e veloce leva spazio ai tatticismi che vengono scavalcati dalla fisicità. La vecchia e cara zona 'M', marchio di fabbrica del nostro Setterosa, esportata nel mondo da Pierluigi Formiconi, ormai non viene quasi più appplicata. Io vedo la pallanuoto ancora in maniera romantica".

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