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A2 maschile - Playoff e Playout: Camogli in finale, Muri Antichi e Plebiscito vanno a gara 3

  Pubblicato il 15 Giu 2119  23:59
PLAYOFF

COSI' IN FINALE (al meglio delle tre partite, 22 e 26 giugno eventuale gara 3 il 29 giugno)
R.N. Salerno-Latina
Camogli-Telimar Palermo
 
Semifinali - Gara 3 - Sabato 15 giugno
 
CAMOGLI-PESCARA 4-3 (1-0, 2-2, 1-1, 0-0)
Spazio Camogli: Gardella, Beggiato 2, Iaci, Licata, Pellerano, Cambiaso, Bisso, Barabino, Cocchiere 1, Mantero, Molinelli, Cuneo, E. Caliogna 1. All. Temellini.
Pescara: Volarevic, Di Nardo, Sarnicola, C. Di Fulvio 1, De Ioris, Laurenzi, D. Giordano, Provenzano 1, Magnante, D'Aloisio 1, Calcaterra, A. Agostini, F. Molina. All. Malara.
Arbitri: Colombo e Ricciotti.
CAMOGLI - Un pubblico da finale scudetto spinge il Camogli verso la sfida con il Telimar Palermo che varrà un posto in A1. Gara molto equilibrata, dominata dalle difese, molto bravi anche i due portieri e risultato in bilico fino all'ultimo secondo, quando cioè si è spento l'estremo tentativo del Pescara di portare la partita ai tiri di rigore.
Bianconeri sempre avanti, unico doppio vantaggio la rete del 4-2 realizzata da Cocchiere con l'uomo in più all'inizio del terzo tempo. Dopo quattro minuti arriva la risposta di Carlo Di Fulvio (4-3), sempre in superiorità, e da quel momento entrambe le squadre non sono state più capaci di buttare un pallone alle spalle del portiere avversario. Ma le rispettive difese negli ultimi 11 minuti di gioco effettivi hanno davvero concesso pochissimo agli attacchi avversari: tre superiorità numeriche in tutto, due a favore del Camogli, una per il Pescara.
 
IL COMUNICATO DELLO SPAZIO CAMOGLI
Sono tante le fotografie che potrebbero descrivere la serata della Giuva Baldini, ma forse, nella mente e nel cuore di tutti i tifosi del Camogli, resterà quel boato assordante che ha accompagnato Beggiato e compagni verso la finalissima. Davanti a una cornice di pubblico bella da impazzire, è andata in scena una partita tirata ed equilibrata assolutamente vietata ai deboli di cuore. Le due squadre non si sono risparmiate e hanno messo in campo tutto quello che avevano. Si sapeva che i dettagli avrebbero fatto la differenza, e quei dettagli sono stati coccolati, vissuti e colti in tutta la loro essenza dai ragazzi di Temellini. Neanche il tempo di capire quali fossero gli effettivi in campo che il Camogli sblocca gara3 con Capitan Beggiato. La Giuva esplode e gli ospiti subiscono il colpo, ma i bianconeri non riescono a incrementare il punteggio. La frazione scivola via e termina con il Camogli avanti 1 a 0. Nel secondo tempo la partita si accende: il Pescara pareggia immediatamente, ma Caliogna riporta in vantaggio i suoi prima del nuovo pareggio ospite. La frazione sembra incanalarsi sui binari della perfetta parità, ma ancora Beggiato mette a dura prova le coronarie degli spettatori segnando il gol del 3 a 2. Nel terzo tempo i bianconeri provano a scappare con il gol di Cocchiere, ma gli abruzzesi non mollano e segnano subito con Di Fulvio. Si va così all’ultima frazione con il Camogli in vantaggio di un gol. Nel quarto tempo si nuota con un’intensità mai vista, le due squadre sono un pò stanche, ma mettono in campo tutte le proprie energie e se il punteggio non si muove è soprattutto per merito di due grandissimi portieri. Il conto alla rovescia lanciato dallo speaker bianconero è la colonna sonora che accompagna la Rari Nantes Camogli alla finale, una finale che sicuramente a novembre non era nei piani della società, ma che racconta un percorso perfetto di un gruppo di eroi allenati da un meraviglioso condottiero. “Voglio fare i complimenti ai miei ragazzi”, racconta Temellini nel post partita, “Abbiamo giocato la partita che volevo mantenendo intensità e concentrazione. Il Pescara si è dimostrato molto forte e come noi avrebbe meritato la finale. Adesso non possiamo più nasconderci, saremo attesi almeno da altre due battaglie sportive e faremo tutto il possibile per riportare Camogli in quella categoria che merita. Il tifo è stato stupefacente e vincere qui sarà dura anche per la Telimar.
Non servono altre parole. I ragazzi hanno alzato l’asticella e nessuno vuole smettere di sognare. Questa è semplicemente la festa di un popolo che si è innamorato del Camogli e non lo lascerà mai più.
Nicolò Pagliettini
 
IL COMUNICATO DEL PESCARA
Finisce a Camogli il sogno promozione del Pescara Pallanuoto, battuto per 4-3 al termine di una sfida dominata dalla tensione e dalle imprecisioni. Ancora una volta è stato l’equilibrio il minimo comune denominatore in vasca, ma a fare la differenza è stata l’imprecisione in zona gol. I biancazzurri infatti hanno chiuso due parziali, il primo e l’ultimo a reti bianche, un qualcosa di raro nella pallanuoto, riuscendo a segnare una sola volta nel terzo e due nel secondo. A dire il vero Camogli non ha fatto molto meglio, ma quell’unico gol di vantaggio è stato l’ago che ha fatto pendere la bilancia dalla parte ligure, con i bianconeri che accedono alla finalissima contro Telimar Palermo. A conti fatti un boccone amaro per il Delfino, uscito a testa altissima dal confronto e dalla stagione intera, iniziata con l’obiettivo di una salvezza tranquilla e che è arrivata ad un passo dalla sfida promozione. Ai ragazzi di Paolo Malara va tributato il giusto riconoscimento per aver sopperito anche alla chiusura delle Naiadi, che negli ultimi due mesi ha costretto i biancazzurri a giocare praticamente sempre in trasferta. Tutto questo, adesso, purtroppo non serve a consolare il rammarico per esser arrivati ad un soffio dal traguardo e non averlo centrato, ma sicuramente è utile per rimarcare i meriti di un anno che resta comunque dall’alto voto in pagella.
Nel primo parziale le due squadre hanno le polveri bagnate. Segna Beggiato dopo 40 secondi, poi nulla più. Il Pescara reagisce bene dopo la pausa. Provenzano pareggia, Caliogna riporta avanti i suoi, D’Aloisio riequilibra di nuovo ma a pochi secondi dal riposo è ancora Beggiato ad andare in gol. Il primo e unico allungo prova a tirarlo Camogli con il gol di Cocchiere in avvio di terzo tempo a cui replica la rete di Di Fulvio in situazione di uomo in più. Di fatto questa è l’ultima emozione della sfida, nonostante manchi quasi un tempo e mezzo di gioco alla fine. Negli ultimi 10 abbondanti minuti nessuno riesce a trovare la via della rete e alla fine a fare festa sono i padroni di casa.
Adriano De Stephanis
 
***
 
PLAYOUT
 
Finali - Gara 2 - Sabato 15 giugno
 
MURI ANTICHI-PLEBISCITO 9-7 (4-1, 3-2 0-1, 2-3)
Copral Muri Antichi: Ruggieri, Carchiolo, V. Nicolosi 1, Zovko 5, Gluhaic 1, E. Aiello 1, Arancio, Belfiore, Leonardi, Paratore, Muscuso, Calarco 1, F. Nicolosi. All. Puliafito.
Plebiscito: Calabresi, Segala 1, Tosato, Chiodo, Savio 3, Barbato 1, Destro, Robusto 1, Zanovello, Sartore, Rolla 1, Leonardi, Tomasella. All. Martinovic.
Arbitri: Guarracino A. e Rovida, delegato Marchisello.
Superiorità numeriche: Muri Antichi 4 /13, Plebiscito 3/13.
Note: usciti per limite di falli: Tomasella (P) nel secondo tempo, Chiodo (P) nel terzo tempo, Nicolosi (M) nel quarto tempo. EDCS 21.13: Zanovello (P) e Sartore (P) nel terzo tempo, Robusto (P) e Tomasella (P) nel quarto tempo.
Situazione gare: 1-1 (gara 3 in casa del Plebiscito)
 
CATANIA - Ci vorrà la "bella" per decidere la sfida tra rossoazzurri e biancorossi. Il Plebiscito parte bene in gara 2 con un gol di Robusto, ma poi viene travolto dalll'uragano Zovko: quattro gol in tre minuti e mezzo e primo tempo che vede la squadra di Puliafito avanti 4-1. Gli etnei insistono, ancora Zovko con il suo quinto gol firma il massimo vantaggio della Muri Antichi (6-2) ribadito in chiusura di tempo da Calarco (7-3).
Il Plebiscito organizza la difesa e nella seconda parte di gara comincia per prima cosa a non prendere più gol. La squadra di Martinovic accorcia le distanze (7-4) con Rolla prima dell'ultimo intervallo, insiste nel quarto tempo e dopo due minuti e mezzo è nuovamente in partita (7-6) grazie a una doppietta del suo cannoniere principe, Savio, protagonista di un grande campionato. Nel momento di maggior difficoltà la Muri Antichi trova il gol della provvidenza con Valerio Nicolosi, che rispedisce a -2 i veneti (8-6) e restituisce morale e convinzione alla squadra di Puliafito, che a due minuti dal termine mette la parola fine al match con il primo, ma importantissimo gol di Gluhaic in questa gara. Pioggia di superiorità numeriche (26, 13 a testa) e di cartellini rossi sul Plebiscito: due nel terzo tempo, altrettanti nel quarto.
 
IL COMUNICATO DELLA COPRAL MURI ANTICHI
I Muri Antichi riscattano la sconfitta di Padova e vincono gara-2 di finale play-out. Con questo risultato la Copral andrà a giocarsi la salvezza alla bella che si disputerà a Padova la prossima settimana. Vittoria meritata da parte dei ragazzi di Puliafito che hanno amministrato per quasi tutto l’arco del match. Il ritorno di carattere da parte del Padova a cavallo tra terzo e quarto parziale non è bastato agli ospiti con la Copral che vincendo resta ancora aggrappata fortemente a questa serie A2.
LA PARTITA. I Muri Antichi partono bene producendo diverse azioni da rete senza che queste però vengano tramutate in gol. Il Padova invece colpisce alla prima occasione utile con un tiro dalla distanza di Robusto. La prima marcatura arriva dopo quasi cinque minuti con l’uomo in più dal centro con Zovko. Buon momento per la Copral che colpisce ancora con Zovko in superiorità per il sorpasso Muri (2-1). Il 3-1 non tarda ad arrivare con i ragazzi di Puliafito che iniziano ad ingranare in attacco rispetto ai primissimi minuti di gara. Super Zovko immarcabile al centro sigla la rete del 4-1. Ad inizio secondo parziale Padova realizza su errore della retroguardia dei Muri ma è ancora dal centro che la Copral colpisce, stavolta con Aiello. In superiorità numerica non si sbaglia quasi più e tocca ancora ad Aiello portare i Muri Antichi sul +4 (6-2). Carchiolo manca la rete del 7-2 e il Padova accorcia ad 1’ dal termine con Barbato. Ci pensa Calarco con un preciso tiro dalla distanza a ristabilire le distanze. Nel terzo parziale i Muri amministrano, rischiano poco ma sprecano troppe semplici occasioni per piazzare la zampata decisiva. Ad inizio quarto parziale gol fulmineo dei veneti che si portano sul -2 riaprendo la contesa. Il Padova adesso ci crede e approfittando del fatto che i Muri non sono riusciti a chiudere la partita anzitempo, si rifanno sotto con decisione grazie a Savio che mette dentro la rete del -1 (7-6). Si sblocca l’attacco dei Muri con Nicolosi su preciso assist di Carchiolo. Gluhaic nel finale realizza il gol che scaccia la paura a poco più di 2’ dalla fine del match che si concluderà con lo stesso punteggio dell’andata (9-7).
LE INTERVISTE. “Abbiamo sbagliato troppe occasioni, potevamo chiudere la partita con un margine più ampio – afferma Puliafito – ma siamo contenti del risultato. I ragazzi hanno nuotato bene ma dovevano finalizzare di più. A Padova dobbiamo andare pensando soltanto a finalizzare tutte le azioni che riusciremo a costruire. La nostra squadra è giovane, c’era tanto nervosismo, molti di loro erano alla loro prima partita importante e si sono comportati bene”.
“Sembra un tormentone dei play-out, ovvero partire bene e mollare un po’ la presa – afferma il presidente Spinnicchia – giocare tra le mura amiche ti da comunque una carica in più e ci ha aiutato per conquistare la vittoria. La terza partita sarà difficile, Padova è una squadra forte, loro sono stati condizionati dalle espulsioni, ma la nostra vittoria è stata meritata. Dovevamo fare molto meglio ma quello che contava era solo il risultato”.
Davide Caltabiano
 
IL COMUNICATO DEL PLEBISCITO
9 a 7 per Copral Muri Antichi Catania, nella partita di ritorno di play-out serie A2: risultato specchio dell'andata, in cui i patavini in casa avevano regolato con lo stesso punteggio i siciliani, ma sconfitta che costringe entrambe le squadre a giocarsi lo spareggio, sabato 22 giugno in orario ancora da definire al C.S. Plebiscito.
Ultima occasione per i ragazzi di Igor Martinovic, in silenzio stampa dopo il match, che dovranno giocarsi il tutto per tutto davanti al pubblico di casa.
"Inizio dicendo che si, abbiamo perso per 9 a 7, ma è da sottolineare il totale finale di 20 espulsioni contro le 9 a favore" commenta amareggiato il DS Paolo Pisani "la partita è stata però, come sempre, molto corretta. Noi probabilmente non l'abbiamo approcciata nel migliore dei modi (assente anche Gottardo per squalifica di una giornata), con molto più agonismo da parte loro, ma l'arbitraggio ha fatto la sua parte. Tanti giocatori già nel primo tempo si sono trovati con due espulsioni (Tomasella, Zanovello, Chiodo), abbiamo ricevuto cinque espulsioni contro nelle prime cinque azioni di attacco loro, tanti giocatori che hanno preso il rosso per presunte proteste. Non si può assistere ad un arbitraggio del genere in una partita fondamentale come questa, è ingiusto per entrambe le squadre. In queste condizioni è davvero difficile giocare un play-out".
L'appuntamento finale per la permanenza in serie A2 è quindi per sabato 22 giugno allo stadio della pallanuoto del Plebiscito Padova.
 
BRESCIA WATERPOLO-CESPORT 7-9 (0-1, 3-4, 1-3, 3-1)
Brescia Waterpolo: Massenza Milani, Laurini, Zugni 2, Laisi 2, Garozzo Di Grazia, Balzarini 1, Tortelli 1, Tononi 1, Pietta, Zanetti, T. Gianazza, Sordillo, M. Gianazza. All. Sussarello.
Studio Senese Cesport: Turiello, Buonocore, Di Costanzo 3, J. Parrella 1, Iodice 2, Cerchiara 1, Simonetti, Corcione, Saviano, Femiano 1, P. Parrella P. 1, D'Antonio, V. Bouchè. All. Iacovelli.
Arbitri: D'Antoni e Scappini, delegato Ruscica.
Superiorità numeriche: Brescia 0/7, Cesport 5/12.
Note: nel terzo tempo ammonito per proteste il tecnico della Cesport Iacovelli.
Gara 1: Cesport-Brescia Waterpolo 8-7 (Brescia Waterpolo in B).
 
BRESCIA - Torna in B il Brescia Waterpolo, brinda alla salvezza la Cesport, che conquista la permanenza in sole due gare. Vittoria meritata dei partenopei di Iacovelli, sempre avanti nel punteggio a cominciare dallo 0-3 fissato dalle reti di Di Costanzo (top scorer del match con una tripletta) Femiano e Pierpaolo Parrella. La squadra di Sussarello non riesce mai ad avvicinarsi oltre il -2, anzi in chiusura di terza frazione una doppietta di Iodice allarga la forbice tra le due squadre a +4 (4-8) e in avvio di quarto tempo Cerchiara ottiene il massimo vantaggio (4-9). Finale tutto biancazzurro con l'orgoglioso tentativo dei padroni di casa di recuperare tutto il massivo, ma la rimonta del Brescia Waterpolo si ferma a poco più di un minuto dal termine con la rete del definitivo 7-9 messa a segno da Laisi.
 
IL COMUNICATO DEL BRESCIA WATERPOLO
Senza trovare il giusto approccio alla sfida, il Brescia Waterpolo cede anche in gara 2 allo Studio Senese Cesport e, così, il sette biancazzurro torna in serie B dopo una stagione molto importante, sì, per la crescita di un organico dall’età media decisamente bassa, ma che poteva regalare qualche soddisfazione in più, soprattutto pensando alle numerose performance disputate alla pari contro formazioni d’alta classifica. A Mompiano, nel match di ritorno dei playout di A2 maschile, la squadra di Aldo Sussarello viene superata per 9 a 7 (1-0, 4-3, 3-1, 1-3, i parziali) dal team partenopeo. Condizionati dall’assenza dell’ultima ora di Filippo Legrenzi (infortunatosi in allenamento), i ragazzi di Sussarello iniziano troppo contratti, con poca lucidità, e convinzione, nelle fasi offensive, e il Cesport, senza farsi pregare, prende subito il largo, questo non tanto per il vantaggio acquisito (più uno, al primo intervallo), quanto per la maggiore concretezza nel capitalizzare le occasioni: per quasi dodici minuti, il Bs Wp prova, e riprova, a bucare la rete ospite, e solo a metà della seconda frazione rompe il ghiaccio grazie alla rete segnata da capitan Zugni con un bel tiro al volo da posizione quattro. In vantaggio di due gol (3-1), la compagine di Iacovelli tira fuori tutta l’esperienza necessaria a rintuzzare le sortite dei padroni di casa che, con grande volontà, si impegnano a fondo per riaprire l’incontro, rimanendo, però, poco incisivi sotto la porta avversaria. Emblematico l’episodio a poco più di un minuto dalla fine terzo periodo: ancora sotto di due (6-4), Brescia si guadagna una doppia superiorità, ma lo schema chiamato non sortisce effetti e, dal possibile meno uno, il punteggio si sposta, prima, sul 7 a 4 e, a due secondi dalla fine del quarto, sull’8 a 4; altro dato piuttosto significativo è lo 0 su 7 con l’uomo in più, a fronte del 6 su 10 del Cesport. Nell’ultima frazione, il Bs Wp prova il tutto per tutto ma l’andamento del match non cambia (compresa un’altra doppia superiorità sprecata).
«Senz’altro – commenta Riccardo Laisi, oggi a segno per due volte -, l’assenza di Filippo ci ha dato qualche problema sotto il profilo psicologico, però potevamo, e dovevamo, fare molto meglio. In difesa ci siamo mossi bene ma in attacco, in particolare nei momenti clou, le cose son girate male. Spiace davvero tanto perché sono convinto che la salvezza era alla portata; nel corso dell’anno, siamo cresciuti molto e, adesso, non resta che fare tesoro degli errori commessi oggi e ripartire ancora più forte».
 
IL COMUNICATO DELLA CESPORT
14 giugno 2017: la Cesport otteneva la storica promozione in serie A2, e a distanza di due anni esatti ancora il 14 giugno risulta un giorno fortunato per la Cesport.
Meglio tardi che mai: ed anche stavolta l’obiettivo stagionale è arrivato. Con una prestazione matura la Studio Senese Cesport conferma la serie A2 per il terzo anno di fila, vincendo a Mompiano contro il Brescia Waterpolo per 9-7.
Prima di passare alla cronaca è doveroso però fare i complimenti ai ragazzi di Brescia, che hanno disputato due partite con cuore e carattere, tenendo testa ai loro più esperti avversari; a loro  ed alla società lombarda l’augurio di tornare al più presto in serie A.
Dopo aver conquistato gara 1 per il rotto della cuffia la Cesport era ben a conoscenza delle possibili insidie che questo incontro avrebbe presentato; con una grande difesa per tre tempi e mezzo, 0 su 9 in inferiorità numerica, ed una efficace manovra offensiva, i gialloblù hanno condotto fin dal primo quarto nel punteggio, prendendo le distanze nella fase centrale per poi subire un calo nel finale.
Nei primi otto minuti tanta è la tensione da ambo le parti, non si vedono grandi giocate eccezion fatta per la palomba vincente di Gigi Di Costanzo che sigla l’unica rete del parziale.
Ben più ricco di emozioni è il secondo quarto: Femiano, autore di una partita monumentale, realizza la rete del 2-0, poi le squadre vanno a segno tre volte ciascuna con con gol per la Cesport dei fratelli Parrella ed ancora di Di Costanzo; 5-3 al cambio campo.
Ancora uno scatenato Di Costanzo realizza la rete del più tre sempre di palombara, il Brescia prova a rifarsi sotto prima della doppietta di Iodice nell’ultimo minuto del terzo tempo; Cesport avanti per 8-4 ad otto minuti dal termine grazie anche ad uno strepitoso Turiello tra i pali.
Cerchiara realizza la rete del massimo vantaggio gialloblù, poi la stanchezza dovuta ai troppi sforzi comincia a farsi sentire, ne approfittano i ragazzi del Brescia che rimontano tre gol, fermando il tabellone sul 9-7.
Dopo ventiquattro partite termina una stagione vissuta in chiaroscuro dai nostri ragazzi, nella quale davvero ne abbiamo viste di tutte i colori, ma ancora una volta il lavoro della società è stato ripagato dai risultati. Sapevamo ad inizio anno che il campionato appena concluso presentava difficoltà estreme, e così è stato: si poteva fare sicuramente meglio ma poteva andare anche peggio. Ci teniamo stretta questa salvezza ottenuta ai play out, che non meritavamo assolutamente di disputare, come occasione di ulteriore crescita per la nostra giovane società, con la promessa di continuare il nostro progetto in futuro.
Grazie ai ragazzi ed al mister per non aver mai mollato nonostante tutti gli ostacoli incontrato sul cammino, ad i tifosi per essere stati presenti in ogni circostanza pur giocando fuori Napoli per la chiusura della Scandone, agli sponsor per aver creduto nel nostro lavoro, alla stampa per averci seguito costantemente, ed alla società tutta per aver svolto ancora una volta un oculato lavoro che ci consentirà di partecipare alle serie A2 anche nella prossima stagione.
Comincia ora un meritato riposo, vi aspettiamo in autunno per rivivere le emozioni che questa squadra è abituata a regalarci ormai da anni.
 
 
I VOSTRI COMMENTI
 
Ora che non sono più un tesserato posso liberamente dire che gli arbitri sono la rovina della pallanuoto. In gara 1 tra Padova-Muri antichi hanno aiutato tantissimo i siculi, in gara 2 pure. In gara 3 cosa succederá? Se una squadra deve retrocede è giusto che lo faccia perchè non se l'è meritato sul campo, ma non per mano di terzi.
Giovanni Maistrello
 
Nonostante l'importanza della posta in palio, clima di grande sportivita'. Alla fine della partita il pubblico ha applaudito la sua squadra appena retrocessa, facendo i complimenti anche agli avversari. Nel calcio si sarebbero scannati
Vincenzo Cito

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